Cesena: il fascino della città

di Franco Spazzoli

In queste giornate in cui E’ BENE STARE IN CASA ho pensato di far uscire su Facebook un capitolo al giorno del mio libro “Cesena Curiosa” pubblicato cinque anni fa dal “Ponte Vecchio” con presentazione di Giordano Conti. Chi ha voglia di leggere potrà fare una passeggiata virtuale nella nostra città, in attesa di fare lunghe passeggiate reali dopo aver sconfitto il coronavirus. Ecco il primo capitolo sui caratteri generali della città. Buona lettura e buona giornata!

 

 

  • E quella cu’ il Savio bagna il fianco, così com’ella sie’ tra ‘l piano e ‘l monte, tra tirannia si vive e stato franco.
  • Cesena, la città a forma di scorpione
  • La città del Monte, del Fonte, del Ponte 

In vari modi Cesena è stata definita e ciascuno di essi sembra voler indicare la complessa varietà della città, il suo essere, come già aveva intuito Dante, in costante equilibrio tra contrapposte situazioni.Uno spirito contrastato e complesso che si esprime anche nello stemma cittadino, diviso a metà tra un campo nero contrapposto ad uno bianco.

Anche da questa complessità nasce il fascino “segreto” della città.

Ad esempio, Cesena è la città dei quattro papi (due cesenati e due ne furono vescovi) ma anche di fieri oppositori del potere papale come Fra’ Michelino e Leonida Montanari.

E, pur essendo stata per secoli sotto il governo della Chiesa, proprio dalle truppe papaline la città ha subito le più pesanti stragi, una davvero terribile e che rischiò di annullarne l’esistenza.

Complessa e caratterizzata da un contrasto di luci e ombre è stata la breve vita del suo più importante intellettuale, Renato Serra e di un altro interessante artista, il pittore e incisore Gino Barbieri.

La città è ricca di luoghi, chiese, palazzi di grande bellezza e la sua storia presenta aspetti di indubbio interesse.

Un genio come Leonardo da Vinci disegnò il perimetro delle sue mura per volere di Cesare Borgia e, forse, ancora resta, in Malatestiana, una traccia del passaggio di un’altra figura d’eccezione come Lucrezia Borgia.

E’ la città dove un mito dell’avventura come Giacomo Casanova visse esperienze singolari e dove alla contessa Cornelia Zangheri capitò uno dei casi più clamorosi di autocombustione.

E’ la città della stupenda Biblioteca Malatestiana che racchiude preziosi codici, della magnifica e possente Rocca, della Basilica del Monte con la strepitosa collezione di ex voto, della fontana Masini intorno a cui sembra ruotare tutta la città, del Ponte Vecchio  dalla imponente armonia, della chiesa di San Domenico che è come una pinacoteca per i suoi tanti quadri…

E venne definita “a forma di scorpione” perché le mura medievali sembrano disegnarne il profilo, con la coda a Porta Santi e le chele verso il fiume Savio.

Il suo essere adagiata tra le prime colline appenniniche e la pianura, al centro della Romagna, a pochi chilometri dal mare e da altre città importanti ne fanno un luogo privilegiato.

Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia scriveva: “La splendida Biblioteca Malatestiana di Cesena è il cuore della Romagna…una perfetta creazione del genio del Rinascimento” .

E Sergio Zavoli ne I giorni della meraviglia la definiva di tutte le città dell’alta Romagna Cesena è la più segreta segnalandone la dimensione appartata, anche per la conformazione stessa della città che ha come respinto ai margini la via Emilia, la grande strada che attraversa la Regione.

Cesena è oggi nota soprattutto per gli eventi eno-gastronomici mentre meriterebbe di essere maggiormente conosciuta anche per le sue molteplici bellezze.

Una città dal fascino intrigante che merita di essere scoperta, una città in grado di riservare più di una sorpresa.

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