Cesena nell’Arte dal primo ‘900 ad oggi

Ancora una volta buona domenica 24 gennaio 2021, care amiche e cari amici di questa Rubrica! In questa domenica “arancione” in cui dobbiamo rimanere nel nostro Comune, Vi propongo un percorso virtuale per le strade di Cesena, proseguendo la scoperta (iniziata domenica scorsa) delle immagini della nostra città nell’Arte:

Nella prima parte di questa serie di opere che ritraggono Cesena, abbiamo visto la città essere generalmente raffigurata nel suo complesso oppure come sfondo di eventi o ritratti.

Ed è ancora così nella tela di Fortunato Teodorani (Cesena 1888-1960) in cui vediamo la “Processione del Corpus Domini“ mentre transita per Piazza del Popolo gremita di folla, sotto un cielo azzurro in cui volteggiano bianche nuvole.

Ma già in altre tele dello stesso Teodorani, Cesena diventa protagonista assoluta con i suoi scorci, le sue strade, i palazzi, la Rocca…

In due piccole tele (datate entrambe 1925) delle Collezioni Comunali (ora a Casa Serra) vediamo “Il Ponte nuovo“, nell’ora del tramonto e “Lo zuccherificio“ avvolto da una leggera foschia e, sullo sfondo, la grande mole della Rocca, sagoma scura contro il cielo più chiaro.

La Rocca compare anche in uno scorcio dall’alto di “Via Chiaramonti sotto la neve“ che trasmette in chi guarda il senso di intima sorpresa che una nevicata sempre porta.

Ancora la Rocca, insieme ad una parte del Torrione cosiddetto del Nuti, si impone come protagonista assoluta in una tela di Giordano Severi (Cesena 1891 – Recife 1957).

La Rocca non è ancora nascosta dagli alberi del Parco.

Severi dedicò altri quadri alla città, come i due che raffigurano i lavori di interramento del torrente Cesuola e sono esposti entrambi nella Pinacoteca Comunale.

Ancora Cesena sotto la neve vediamo in una tela di Iole Ambrosioni (Schio, Vicenza 1885-Cesena 1979) che ritrae la “Chiesa dell’Osservanza“ (1944) e il viale che porta in città, percorso da due donne con l’ombrello e da un frate vestito con il povero saio francescano (in Pinacoteca Comunale). Quasi futurista è invece il “Ponticello sul Cesuola“ dipinto nel 1933 da Mario Morigi (Cesena 1904-1978) che ci propone anche un‘altra più realistica veduta dei “Pini su viale Carducci“ all’altezza del Serraglio.

Morigi compare, insieme all’amico Giannetto Malmerendi (Faenza 1893 – Cesena 1968) in una tela (1933) di quest’ultimo, conservata nella Sala Nera del Palazzo Comunale in cui i due osservano un vaso di ceramica all’interno della Portaccia di Sant’Agostino, allora adibita a studio artistico e fornace. Era attribuito a Malmerendi (ora a bruno Proli) l’ex voto della Madonna del Monte che raffigura uno dei tanti, terribili bombardamenti che la città dovette subire nel 1944, prima della Liberazione.

Nel 1955 Alberto Sughi dipinge sul muro interno di un caffè di Porta Trova un’immagine di città che è senz’altro Cesena, mentre nello steso anno suo zio e primo maestro Otello Magnani (Cesena 1906 – Roma 1972) ci mostra il Teatro Verdi ritratto dal Giardino Pubblico.

Ancora negli anni 50, Renato Sughi e Marcello Muccini realizzano l’ampia tavola (m.3×1,30) intitolata “Ricordo di Cesena” che raffigura, come fogli sparsi di un libro, sette vedute di Cesena e una di Cesenatico (la Fontana Masini, l‘Abbazia del Monte, il Palazzo del Ridotto, il Ponte Vecchio, la Barriera Cavour, un capanno da pesca sul Porto canale, il Teatro Bonci, la Rocca). L’opera attualmente è conservata nell‘Officina dell’Arte di Cesena, bella iniziativa di Angelo Fusconi che ha recentemente valorizzato la vecchia officina che fu del padre e dello zio, trasformando un ambiente di lavoro in un luogo della bellezza e della memoria.

Nel 1970 Werter Morigi (Forlì 1915- Cervia 1990) sceglie di rappresentare la sinuosa via della Diavolessa dal nome misterioso e inquietante mentre qualche anno dopo (1980) Luciano Boschi, artista border line scomparso a Cesena nel 2012, ci offre una delle sue opere più riuscite con un’immagine suggestiva della “Fontana Masini e Piazza del Popolo“ dai colori accesi. Ancora diversa è la Cesena di Osvaldo Piraccini (Cesena 1931) che esprime una visione esistenzialmente triste in “Tetti di Cesena“ e “Basilica del Monte“. I “Tetti di Cesena“ sono anche oggetto dell’attenzione di Mario Bocchini (Cesena 1927 – 1999) che li ritrae in varie opere, tra cui due dello stesso anno 1958 che presentano punti di contatto e diversità.

Gli stessi panorami vengono trattati in modi molto diversi, direi opposti, da Ugo Pasini (San Mauro in Valle di Cesena 1942) che ci trasmette immagini chiare, luminose, nette mentre visioni come di sogno (forti colori e linee che esprimono energia) troviamo nelle opere di Gino Balena (ex Jugoslavia 1943 – Cesena 2018).

La stessa diversità interpretativa troviamo nelle visioni malinconiche e a tinte scure dello “Scalo ferroviario“ (1970) di Italo Riciputi (Cesena 1930-2009) e nel “Paesaggio urbano“ (1985) e “Cesena mentre costruisce l’ospedale“ di Obes Gazza (Cesena 1937) da una parte mentre diversa è la Cesena che vediamo nella raffigurazione del “Ponte Vecchio“ e di “Cesena“ (entrambi 2001) di Walter Faraoni (Cesena 1942) o nel “Paesaggio di Cesena-Sterlino“ di Tommaso Magalotti.

E altre emozioni ci trasmettono le tele di Luciano Navacchia (Cesena 1927) che ritraggono il “Ponte Vecchio“(1990), la “Rocca“ e la “Basilica della Madonna del Monte“ (2003) e un “Notturno al Monte“ di Loris Pasini dove il profilo della Basilica si staglia nell’azzurro scuro del cielo in cui appare una grande Luna, a dimostrazione del fatto che gli stessi “soggetti“ possono essere reinterpretati (ed è la bellezza dell’Arte) in base alla soggettiva visione dell’artista ed essere raffigurati in modi tanto diversi ma ciascuno con una sua suggestione particolare.

Al termine di questa (certamente incompleta) carrellata sulle varie rappresentazioni pittoriche di Cesena possiamo, mi pare, ricavare la conferma di quanto la nostra città, così varia, ricca di monumenti e di scorci interessanti, sia capace di ispirare gli artisti che traggono stimoli per esprimere le proprie emozioni e la visione esistenziale.

In questa rassegna di opere abbiamo visto prevalere le immagini dei suoi monumenti più significatici: la Rocca, il Ponte Vecchio, la Basilica del Monte, Piazza del Popolo che sono anche, probabilmente, le visioni che i Cesenati hanno quotidianamente negli occhi e conservano nel cuore.

Ma non solo i principali monumenti hanno ispirato gli artisti, anche in altri scorci interessanti è stata raffigurata la nostra città e continua ad esserlo in opere di altri pittori come nella mostra organizzata qualche anno fa da ADARC fa nei locali dell’ex Pesheria.

A dimostrazione della poliedrica bellezza di Cesena che l’Arte ci aiuta a scoprire e a trasmettere alle generazioni che verranno.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.