I fotografi che hanno ritratto Cesena

Ricordiamo in questo articolo ai principali fotografi che hanno ritratto Cesena dall’avvento della fotografia ad oggi. I loro scatti compongono gran parte degli album fotografici presenti su “Cesena di una volta” e provengono dai Fondi Fotografici della Biblioteca Malatestiana, autorevole e pubblica custode della memoria della nostra città.

Augusto Casalboni 

Augusto Casalboni nasce a Cesena il 27 agosto 1866. Fin da giovane appassionato per gli studi di fisica e chimica entra ben presto in rapporto con il fotografo Zanoli, titolare della “Fotografia cesenate”, che da pioniere va svolgendo la sua attività fin dalla seconda metà dell’Ottocento.

Nel 1893 Casalboni entra a far parte del mondo della fotografia con un suo proprio stabilimento, rilevando lo studio di Zanoli: Fotografia Casalboni, via Dandini, 3. È qui infatti che rimarrà fino circa al 1896: si trasferirà poi definitivamente al n. 9 della stessa via, nei solai della consociazione repubblicana.

Casalboni è il primo autorevole protagonista della fotografia a Cesena, costruisce, attraverso lo strumento fotografico, l’archivio della memoria della sua città, rappresentandola nell’icastica armonia di architetture e composti paesaggi e nell’animata evocazione di vicende festose e civili.

Ben sostenuto dalla stampa locale, in particolare da Nazzareno Trovanelli e in rapporto di affettuosa stima con personalità di assoluto rilievo, da Renato Serra a Giosuè Carducci, interpreta e registra per quasi mezzo secolo la storia privata e collettiva di Cesena.

Mentre la maggior parte delle foto di committenza privata sono tuttora custodite tra le icone della memoria di molte famiglie cesenati e romagnole, l’archivio del fotografo, almeno una sua significativa parte composto da lastre e stampe originali (un migliaio circa), fu donato dall’autore stesso alla Malatestiana.

Morirà il 4 settembre del 1929.

 

Agostino Lelli Mami

Fotografo amatoriale nasce a Cesena nel 1867.

Agostino Lelli Mami, conseguita la licenza liceale, avendo una certa predisposizione per il disegno, frequenta il Regio Istituto di Belle Arti di Firenze dove ottiene, il 15 luglio 1890, il diploma per l’insegnamento del disegno: scopre tuttavia nella fotografia la massima espressione del suo gusto estetico.

L’amicizia ed il sodalizio con illustri fotografi cesenati quali Augusto Casalboni, Erardo Lugaresi, Alessandro Bagioli e Gaetano Brasa confermano l’aspirazione a migliorare le sue cognizioni in questo campo.

Le fotografie, realizzate tra gli anni 1892 e 1935, sono in realtà legate l’una all’altra da stretti rapporti formali e contenutistici e mostrano tutte un vivace sperimentalismo tecnico e formale.

I soggetti spaziano dai ritratti d’ambiente famigliare in interni e in esterni dove l’abilità dell’Autore consiste nello scegliere arredi, ambienti, pose, che rilevano sia la personalità sia lo stato sociale del personaggio fotografato; ai viaggi in Italia e all’estero, come Firenze, Venezia, Libia, Austria, motivati dal desiderio di apprendere, di avventura, ma soprattutto di curiosità per il nuovo; alle celebrazioni di avvenimenti più o meno importanti, il VI centenario della morte di Dante a Ravenna, la processione del I Congresso Eucaristico a Cesena, la guerra, i funerali di personaggi noti come Gaspare Finali e Carlo Mazzoli, le competizioni sportive; fino a immortalare i luoghi più cari e più amati come Cesena, Cesenatico, San Vittore. Questo materiale fotografico, frutto di più di un quarantennio di attività dilettantistica, è stato donato nel 2000 dagli eredi Lelli Mami alla Biblioteca Malatestiana.

Muore  a Cesena nel 1957

 

Francesco Dellamore

Francesco “Chino” Dellamore (1900-2002) collezionista, appassionato di teatro e di musica, ha creato un prezioso archivio fotografico, frutto della passione di una lunga esistenza che ha attraversato la storia della fotografia e porta con sé le tracce di questa storia con intuizioni interessanti.

Le fotografie, tutte di grande qualità, ci restituiscono, testimonianze iconografiche eccezionali e talvolta uniche di Cesena, la città sulla quale per tanti anni Dellamore ha posato il suo sguardo amorevole e attento cogliendone momenti irripetibili di vita comune e quotidiana.

Particolarmente significativo è un nucleo di immagini dedicato al rilevamento fotografico eseguito nelle estati del 1927-1929, delle rocche e dei castelli della Romagna al seguito di  Dino Bazzocchi.

Non meno interessanti gli scatti dedicati alle appassionanti gare motociclistiche nel Circuito del Savio negli anni Venti, le numerosissime foto di cantanti lirici presenti al Teatro comunale di Cesena dal 1935 al 1970 così come le riproduzioni di locandine e manifesti di spettacoli teatrali, accuratamente cercati, fotografati, stampati e collocati all’interno di 50 preziosi album fotografici che costituiscono, appunto, l’amore di tutta una vita.

L’archivio fotografico di Francesco Dellamore è stato donato alla Malatestiana ed il relativo fondo può essere considerato sicuramente tra i più importanti conservati in biblioteca per i temi civili rappresentati e per l’ampia documentazione offerta sulla realtà territoriale per un arco di tempo (dagli anni Venti agli anni Sessanta) in cui profonde sono le trasformazioni del tessuto urbano e del contesto socio economico.

 

Alberico Manuzzi

Cesena (1883-1971)

La sua attività, documentata sicuramente a Cesena dal 1911, anno in cui acquista una casa, con studio fotografico annesso, in corso Umberto n. 18 (attuale Corso Sozzi), continua ininterrottamente fino al 1946-47.

Manuzzi, fotografo di bottega, ma anche all’occorrenza fotografo ambulante, ha una committenza piuttosto varia: dai semplici cittadini che a lui si rivolgevano per essere ritratti, ai numerosi artigiani locali, costruttori di macchine agricole, di mobili, di opere in marmo, terracotta, ebano, che a lui richiedevano il rilievo fotografico dei loro manufatti per pubblicizzarli, fino ai proprietari che lo chiamavano per immortalare le loro ville appena costruite o i loro negozi, o le artistiche cancellate in ferro battuto prima di donarle alla patria.

Non mancano poi immagini legate al mondo contadino: lavori nei campi, animali, pagliai e famiglie con numerosa prole riprese sull’aia della propria abitazione. Stretto poi appare il legame con il mondo ecclesiastico: seminaristi, chierichetti, parroci con i loro fedeli, vescovi e fanciulli in abito da prima comunione. Immagini, quelle di Alberico, senza fronzoli, senza trucchi, testimonianza di chiara volontà di esatta fedeltà documentaria e preciso effetto di verità, estranee ad ogni dibattito teorico tra le ragioni dell’arte e le ragioni del vero.

Il fondo fotografico di Alberico Manuzzi è stato donato alla Biblioteca Malatestiana nel 1987 dal figlio Luigi.

 

 

Renzo Ravegnani

Nasce a Cesena nel 1918, dedicò particolare attenzione a Cesenatico, sia nel suo aspetto turistico che in quello di paese di pescatori, ma ha anche seguito le attività dei principali artisti cesenati, lasciando una testimonianza delle mostre loro dedicate.

Le sue foto non sono però soltanto di ambito locale: molte infatti sono le immagini da lui realizzate nel centro Italia e nel sud, dove ha colto le particolarità paesaggistiche, architettoniche e di vita quotidiana di tanti piccoli centri. Sempre con una particolare attenzione per i bambini, ripresi nella loro spontaneità.

 

 

Bruno Evangelisti 

Bruno Evangelisti nasce a Cesena nel 1925. Coltiva l’amore per la fotografia da oltre 50 anni, amore che lo porta per tutta l’Italia in parte dell’Europa. Con uno sguardo premuroso e un po’ malinconico Evangelisti ha attraversato il Novecento, secolo bellissimo e terribile.

Negli anni Cinquanta e Sessanta, viaggia per un’Italia ancora ferita alla guerra, e in parte contadina, lungo strade poco frequentate dai turisti. Ritrae una Lucania ancora primitiva, e vie nebbiose del Polesine e dell’Appennino e l’isola di Burano, che tanto lo affascina. Infine la sua città, della quale conserva un patrimonio di memoria eccezionale e importante. La vera forza del lavoro di Evangelisti è l’affetto con cui guarda le cose, l’unico suo scopo è fotografare per il solo piacere di farlo. Fra le esposizioni ricordiamo le personali di Burano (1986) di Montetiffi (2007) e la collettiva Cinque fotografi per un ritratto di Cesena (2007).

 

Paolo Monti

Nasce l’11 agosto del 1908 a Novara. Dopo gli anni passati spostandosi con la famiglia tra le piccole città dove il padre veniva trasferito dalla banca in cui lavorava come funzionario, Monti si stabilisce a Milano per frequentare l’Università Bocconi. Si laurea in Economia Politica nel 1930 e ritorna in Piemonte, dove lavora per qualche anno. Parallelamente all’attività professionale, Monti si dedica con sempre maggior devozione all’hobby della fotografia. Nel 1947 con alcuni amici fonda il circolo La Gondola, che nel giro di pochi anni si impone sulla scena internazionale come movimento d’avanguardia. Nel 1965 intraprende una vasta campagna di rilevamento per l’illustrazione della Storia della Letteratura Italiana di Garzanti e dal 1966 si dedica al censimento delle valli appenniniche e dei centri storici delle città dell’Emilia Romagna, che lo impegnerà per oltre 10 anni. Il rilevamento fotografico di Cesena avviene tra il luglio e l’ottobre del 1972.

 

Remo Bacchi

Nasce a cesena nel 1932, La sua vasta collezione donata alla Biblioteca Malatestiana è composta da circa 28.000 pezzi ed è conservata in decine di album in gran parte tematici, che testimoniano la vita e l’evoluzione del territorio cesenate in tutti i suoi aspetti. Remo Bacchi ha infatti creato un corpus fotografico che si sviluppa lungo un arco di tempo che copre quasi un intero secolo, nel quale le immagini sono spesso accompagnate da depliants e articoli di giornale, per documentare nei più minuti dettagli ogni aspetto della vita cittadina quotidiana, dalle feste alle nuove edificazioni, dalla vita politica alle curiosità.

 

 

Bibliografia

Augusto Casalboni “più che fotografo, artista ed appassionato studioso”, a cura di G. Boni, D. Savoia, Cesena, Il ponte vecchio, 2002.

Augusto Casalboni, la fotografia per l’architettura e l’architettura per la fotografia, di Giordano Conti, La pie, 47 (1978), n. 6.

Agostino Lelli Mami, a cura di G. Benassati e G. Boni, Cesena, S.I.L.A., 1994.

Agostino Lelli-Mami, dilettante fotografo cesenate, immagini tra Ottocento e Novecento, a cura di G. Lelli Mami, con la collaborazione di P.G. Fabbri, R. Vlahov, Cesena, Sila, stampa 2009.

Un fotografo nel medioevo, viaggio tra le rocche e i castelli della Romagna nelle fotografie di Francesco Dellamore, a cura di G. Boni, E.M. Turci, S.l., Rotary International-Rotary Club Valle del Savio, 1998.Rocche e castelli nelle terre dei Malatesti di Sogliano, Villa Verucchio, Pazzini, 2002

Alberico Manuzzi, la bottega di un fotografo a Cesena, a cura di P. Lucchi, Cesena, Tuttastampa, 1991

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