Il Leone e il giardino segreto di Casa Bagioli

 

di Lelio Burgini

Siamo nel cuore del centro, nella dimora della signora Alessandra Placucci, nipote di Alessandro Bagioli: il pittore e scenografo che il giornale storico “Il cittadino” nel 1901 citava anche come il primo cesenate proprietario di automobile. La signora Alessandra conserva con devozione gli ambienti e le le memorie di uno degli edifici più belli e suggestivi della città, Casa Bagioli, il suo Leone e il giardino segreto.
La casa venne costruita nel 1832, su un terreno di proprietà della chiesuola denominata “Madonna dell’Orto”. L’edificio sacro si trovava di fronte all’attuale via Pasolini. Nel 1868 la proprietà venne acquistata da Alessandro Albertarelli, in seguito fu ereditata dalla famiglia Bagioli. Nel 1869 il Comune, per ragioni di igiene, acquisì circa 200 metri quadri di terreno allargando il tratto di via adiacente.

 

Il Leone

 

Albertarelli, arretrando il fronte della proprietà, fece costruire un muro di cinta ed un arco di ingresso con sopra un leone di pietra. Da generazioni i cesenati chiamano “Piazzetta del leone” l’adiacente tratto di strada. In realtà, la scultura eretta da Albertarelli non intendeva riprodurre un felino, ma il suo amatissimo pastore maremmano di nome “Leone” che lo stesso acconciava con le fattezze del re degli animali.

Leone, l’amato pastore di Albertarelli

 

Il giardino

Il giardino che si affaccia su via Montalti era agli inizi del ‘900 pavimentato con ciottoli di fiume. Alcuni locali posti ai lati della corte servivano tra l’altro alla lavorazione della canapa; sono ancora presenti gli anelli a cui si legavano gli animali da soma. In seguito, venendo meno queste attività, nella corte si piantarono alberi ornamentali, ancora oggi presenti . Attraverso uno stretto corridoio si accede al giardino interno, il giardino segreto. Questo era ad uso esclusivo della famiglia. Era paragonabile al kepos greco, per la comunanza di piante ornamentali e di alberi da frutto: nespoli, melograni, cachi. Una vasca ornamentale, un antico pozzo ed un laghetto riportano al gusto del primo ‘900, conferendo al luogo una atmosfera incantata, un giardino delle meraviglie invisibile, nel cuore della città, che segue un percorso interno a via Uberti.

Estensione del giardino

 

Il Portale

Di grande interesse storico anche l’accesso posteriore di casa Bagioli. Questo portale era un tempo l’ingresso principale dell’antichissima chiesa della Santa Croce, costruita dai Canonici Lateranensi su terreno acquistato nel 1499. La chiesa venne demolita ad inizio 800 per far posto al cimitero urbano. 

Gli interni

Oggi come un secolo fa

 

Percorrere gli ambienti della casa è una esperienza preziosa di immersione in un tempo sospeso: Alessandra conserva con cura filologica arredi, quadri, mobili. Si ha la sensazione di veder comparire le eleganti figure di fine ‘800, ogni angolo riporta alla memoria i delicati versi di Gozzano, si ha voglia di dialogare di letteratura con Renato Serra o di parlare con Nazareno Trovanelli degli accadimenti della città. La luce che filtra dalle finestre, ingentilita dai riflessi del giardino silenzioso e lussureggiante, riporta il cuore alla quiete, alla riflessione, al ricordo di chi qui è vissuto in un’epoca in cui erano valori condivisi la grazia, la misura, la fuga del tempo tiranno mitigata dai rintocchi del pendolo.

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6 Risposte

  1. Agnese ha detto:

    Una meravigliosa scoperta…grazie

  2. Anonimo ha detto:

    è un piacere e un onore avere… e poter ammirare queste cose… io del prof Bagioli ho alcuni quadri lasciatomi dai miei genitori.

  3. marcello ha detto:

    meraviglie Cesenati

  4. Manuela ha detto:

    Una autentica meraviglia. E’ come tornare indietro nell’ 800. Complimenti vivissimi alla Signora M Alessandra Placucci per aver saputo mantenere inalterate nelle tempo queste stanze d’antan, quegli arredi d’epoca che ormai si possono ammirare soltanto in dimore principesche. E tutto questo stupendo incanto avvolto dal fascino dei giardini antichi, protetti dalle solide mura di cinta, proprio come usava. Un raro esempio di come il centro storico possa essere impreziosito, valorizzato da simili magioni.
    Manuela

  5. Roberto ha detto:

    E’ stata una bella sorpresa conoscere Casa Bagioli

  6. Elena ha detto:

    Sarebbe bello, che il comune di Cesena,
    organizzasse per un po’ di giornate al mese dei percorsi , anche con , magari, i luoghi privati storici aperti al pubblico . Sia chiaro, paga il comune , niente biglietti.

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