Il Nuovo Giardino Pubblico

 

Un accogliente spazio verde nel cuore della città che è anche un luogo della memoria e un originale museo “a cielo aperto”.

Il Nuovo Giardino Pubblico ha una lunga storia, il cui inizio risale al 1843, allorchè, grazie al lascito testamentario del conte Paolo Neri (a cui è dedicata una lapide sul muro esterno  prospiciente Corso Garibaldi), venne trasformata in giardino un’area vicina al Teatro comunale anticamente ai margini della città e occupata da un edificio religioso con annesso cimitero (come risulta dagli scavi che hanno messo in luce strutture architettoniche e resti di ossa).

Inizialmente aveva un’impostazione neoclassica di “giardino all’italiana”, a cerchi concentrici, con al centro due imponenti obelischi.

Un secolo dopo, venne completamente snaturato e tagliato a metà dall’apertura di via Giuseppe Verdi.

Nel 2007 è stato riportato ad unità ed è diventato uno dei luoghi più suggestivi e frequentati della città.

Intorno all’elegante gazebo in stile floreale ruotano file di alberi (tigli, lecci e pini) e sono collocati dodici lampioni provenienti da varie città europee e fontane (una era in piazza del Popolo, accanto alla fontana Masini) che ne fanno un bel museo dell’arredo urbano.

La grande cancellata in ferro e ghisa posta all’ingresso su Corso Comandini  è testimonianza dei cambiamenti ottocenteschi che mutarono il volto di Cesena, trasformandola in una città moderna, percorribile dai nuovi mezzi di locomozione.

Un tempo, infatti, quella cancellata era collocata tra i due edifici che costituiscono la “Barriera Cavour” (antica Porta Cervese).

La cancellata venne poi trasferita all’ingresso dell’ippodromo ed ora ha, finalmente, trovato un’idonea collocazione.

 

 

Sul muro del Giardino verso il Teatro Bonci sono collocate simpatiche statue in bronzo realizzate dallo scultore Domenico Neri che rappresentano vari personaggi della Commedia dell’Arte nelle loro caratteristiche pose ed una bella immagine di donna che impersonifica la Commedia stessa.

Il Giardino conserva anche tre monumenti dedicati a protagonisti di primo piano della vita politica di Cesena tra ‘800 e ‘900, tutti di ambito repubblicano.

Si tratta di Eugenio Valzania, Pietro Turchi e Ubaldo Comandini, personalità molto diverse tra loro e di differenti generazioni ma tutte di grande rilievo.

Il primo fu un personaggio di notevole temperamento e fascino, appassionato combattente garibaldino ma anche spregiudicato nella lotta politica (lo vedremo in post successivi dedicati ai crimini della famigerata “squadra di Porta Romana” da lui protetta) e negli affari, tanto da portare il partito repubblicano ad una crisi di legittimità da cui fu salvato dall’opera di Pietro Turchi che fu anche sindaco di Cesena.

A Turchi successe, nella guida del partito, il genero Ubaldo Comandini, sindaco, parlamentare e, per alcuni anni, ministro, uno dei più importanti politici nella storia di Cesena.

Il busto in marmo di Eugenio Valzania (detto “Palanchino”), raffigurato in divisa garibaldina, il petto ricoperto di medaglie, è opera di Paolo Grilli, firmato e datato 1903. Meno efficace mi sembra il busto di Pietro Turchi, inaugurato il 31 maggio 1914.

La grande testa in bronzo di Ubaldo Comandini che guarda il corso che porta il suo nome è opera dello scultore bulgaro Assen Peikov, vissuto a lungo a Roma, ritrattista di fama internazionale.   

I tre monumenti testimoniano il rilievo avuto, per molti anni e fino alla seconda metà del secolo scorso, dal partito repubblicano nella vita politica di Cesena.

Un Giardino, dunque, che è una ben riuscita sintesi tra bellezza della natura, arte e storia della nostra città.

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