Il vestito della Rocca

 

Il nudo piedistallo

La “Rocca Nuova o Malatestiana” è stata concepita come fortezza militare a difesa della città di Cesena, è la terza fortificazione costruita sul colle Garampo, a poca distanza dalle rovine delle due precedenti.

Nel 1380 iniziarono i lavori di costruzione per iniziativa di Galeotto Malatesta, che ne fece il punto strategico per la difesa della città. La cinta muraria, formata da alte e poderose cortine, è di pianta pentagonale irregolare, con sette torri esterne di forme diverse.

Lodovico Marinelli in una apprezzata monografia sulla Rocca di Cesena, quando parla della scelta del luogo su cui costruirla precisa: «La posizione scelta da Galeotto Malatesta rispondeva molto bene allo scopo, poiché essa, mentre non si scostava sensibilmente dal centro dell’abitato, conservava sempre il dominio sulle adiacenze. La pianta sulla quale fu eretta, con lati adattati alla forma del terreno vennero disposti in modo da avere avanti ad ognuno di essi una zona scoperta facilmente battibile sui quattro fronti».

A completamento della struttura difensiva nel 1466 sotto il Pontificato di Paolo II, fu costruita la cosiddetta «Rocchetta di Piazza» che comprende la poderosa cortina coronata dalla «Loggetta Veneziana», l’alta torre ottagonale con l’unito «Torrazzo» dal quale si diparte il «Corridore di Ronda» che collega tale «Rocchetta» alla soprastante Rocca Malatestiana formando un unico monumentale complesso.

In questo dettaglio di un ex voto del 1600 conservato alla Basilica di Santa Maria del Monte è possibile osservare l’originale struttura difensiva che comprendeva la rocchetta di Piazza

I rastelli di Leonardo

Leonardo da Vinci nell’estate del 1502, soggiornò a Cesena incaricato da Cesare Borgia di ispezionare e revisionare le fortificazioni e migliorare le difese. In quel periodo erano presenti cinque “rastelli” (cancelli) a difesa dell’accesso alla Rocca, posti lungo il percorso di avvicinamento al castello.

Ricostruzione del sistema dei rastelli. Disegno tratto da M.Abati P.G.Fabbri P.Montalti “La Rocca Nuova di Cesena” Giunti 2006

Per raggiungere la fortezza sul colle vennero disegnati una serie di secchi tornanti: in cima a ognuno di essi si incontrava, appunto, una cancellata. Superati questi ostacoli si arrivava a una porta munita di doppia chiusura, che si trovava su di una cortina spessa ben 12 metri. Il sistema di difesa affascinò il genio toscano che sui “rastelli”, in particolare focalizzò l’attenzione e ne tracciò uno schizzo nel suo famoso taccuino di viaggio, conservato a Parigi.

Il rilievo dei rastelli disegnato da Leonardo conservato a Parigi

Oggi le strutture murarie di questo sistema difensivo sono in gran parte nascoste dalla folta vegetazione del Parco ed è difficile riconoscerle, inoltre l’azione delle essenze vegetali sulla superficie ha contribuito, nel corso del tempo, al processo di degrado. Qualche settimana fa la Giunta comunale ha approvato uno studio di fattibilità tecnica ed economica per il restauro del percorso dei rastelli al fine di recuperare e valorizzare adeguatamente quest’opera che tanto incuriosì Leonardo.

I rastelli in una fotografia di fine 800 – A.Casalboni – Fondi Malatestiani

Un polmone verde nel cuore della città

Per oltre cinque secoli, poco è cambiato attorno alla Rocca che con il suo nudo piedistallo si mostrava sui tetti del centro storico mentre le case dell’antico Borgo Chiesanuova avevano nella loro parte retrostante gli orticelli o cortili che salivano alle falde dei pendii. Era questo il campo aperto allo svago dei cittadini ed alle scorrerie dei ragazzi che evadevano dal chiuso delle oscure vie della città per ricrearsi all’aria ed al sole del Colle Garampo.

La Rocca vista da Borgo Chiesanuova alla fine dell’800

 

L’area verde intorno alla rocca fu progettata dopo la demolizione del Borgo alla fine dell’Ottocento, ispirandosi ai canoni del giardino all’inglese, per riforestare le brulle pendici del rilievo. L’inaugurazione si tenne soltanto nel 1924, contestualmente alla realizzazione dell’ingresso monumentale di viale Mazzoni, dedicato ai 600 giovani cesenati caduti nella Prima Guerra Mondiale da cui la denominazione di “Parco della Rimembranza”. I nomi dei soldati, per ognuno dei quali venne piantato un albero alla memoria, campeggiano su una grande lapide collocata sul muraglione in mattoni, coronato da una merlatura, che sostiene la ripida pendice settentrionale del colle.

L’inaugurazione del Parco della Rimembranza nel maggio del 1924 – A.Casalboni -Fondi Malatestiani

Oggi il parco è ricco di piante rare e significative che formano un vero orto botanico, un polmone verde di quattro ettari, di grande valenza naturalistica e culturale.

Non ci dovrà essere solo il richiamo al genio di Leonardo Da Vinci nel futuro del Parco della Rimembranza. Per riqualificare il polmone verde che lo circonda è necessario agire su più versanti in maniera coordinata e competente. Diverse proposte sono al vaglio a partire dalla cura di quel verde che negli anni ha inglobato gli stessi segni malatestiani. Nell’ottica di una adeguata riqualificazione del parco, l’idea di rendere visibile il castello dalla Piazza potrebbe risultare un intervento di straordinario impatto sulla valorizzazione turistica di uno dei luoghi più importanti della città.

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