La casa del diavolo

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021 Palazzaccio palazzo del diavolo (ridimensionato)

 

di Franco Spazzoli

Nel quartiere della Fiorita non lontano dallo stadio di calcio, sorge uno degli edifici più singolari della nostra città, un imponente parallelepipedo in mattoni sbrecciato che si erge tra alti pini, su una piccola collina circondata da moderne villette.
L’anomalo edificio risale alla metà del seicento e, nelle antiche carte, lo vediamo innalzarsi isolato su una collina fuori delle mura. Nulla sappiamo dell’architetto che l’ha progettato. Possiamo ipotizzare che, nell’iniziale progetto, dovesse essere più ampio, come testimoniano gli attacchi a denti di sega che si trovano su un lato e che fanno pensare ad una struttura di maggiori dimensioni. Non fu mai completato, forse per mancanza dei fondi necessari o per chissà quale altro motivo. Passò da un proprietario all’altro e sappiamo che appartenne a un tal Giuseppe Serra, poi ai conti Masini e ai marchesi Ghini fino a diventare proprietà comunale.

1885, la chiesa di San Pietro in primo piano, sullo sfondo il Palazzaccio

Purtroppo ora si trova in uno stato di totale abbandono: l’edificio è pericolante, circondato da una rete di protezione, gli ingressi sbarrati, le finestre sono grandi occhiaie scure, il tetto parzialmente crollato, le fessure dei muri ricovero di colombi. Colpisce il contrasto tra l’antico palazzo in fortissimo degrado e il contesto in cui si trova, come se quell’edificio imponente e tetro fosse stato calato nella moderna periferia per uno strano sortilegio.

10 Palazzaccio anni 30

La Casa del Diavolo nel 1930

La voce popolare lo chiama Palazzaccio o Palazzo del Diavolo e la leggenda racconta che si tratterebbe della metà del palazzo che il Diavolo avrebbe donato ai suoi due figli. Si trattava, tuttavia, di fratelli particolarmente litigiosi e del tutto incapaci di convivere nello stesso palazzo. Per questo, stanco delle loro liti, il Diavolo avrebbe deciso di separarli e, spezzato in due l’edificio, ne avrebbe collocato una parte a Cesena e l’altra non si sa bene dove. Leggenda, ovviamente, originata dall’aspetto tetro del palazzo e dalla sua strana inconpletezza.

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In questa mappa di Domenico Viaggi del 1734, il Palazzaccio è curiosamente riprodotto integrato della parte mancante

Eppure… eppure pare che una famiglia “sfollata”nel palazzo dopo l’ultima guerra, una sera abbia sentite rumori talmente strani da decidere di lasciare in fretta l’edificio.
Inoltre, navigando nel web si imbatte in curiose notizie: nel 2003, durante un sopralluogo con idonei apparecchi, sarebbero stati rilevati anomali campi elettro magneticir sarebbe stato registrato l’inspiegabile urlo di una bambina. Pare che qualcuno, avventuratosi dentro, sia stato colto da malore e un altro abbia avvertito un insolito tremore della struttura. Suggestioni? È probabile. Oppure potrebbe trattarsi dell’insolita modalità con cui il palazzo cerca di attirare l’attenzione pubblica e invoca aiuto per un tempestivo restauro che ne eviti il crollo.

Anni 30, la Casa del Diavolo si erge su una collinetta, isolato dal resto della città

In effetti sarebbe un peccato per la città perdere un edificio tanto antico e ricco di sulfuree suggestioni. In varie località italiane come Milano, Firenze, Trento, Mantova ci sono edifici che, per varie ragioni, hanno assunto l’inquietante denominazione di Palazzo del Diavolo. Notevole per la struttura e funereo per le tradizioni macabre che lo avvolgono è il Palazzo del Diavolo che sorge isolato nelle campagne di Sorgà, nella Bassa Veronese.

Il Palazzaccio oggi

Ma nessuno presenta la sobria, tetra imponenza monolitica del Palazzaccio di Cesena.

Tratto da Cesena Curiosa

 

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