La memorabile festa di San Giovanni del 1503

 

Cesare Borgia, il duca Valentino, una delle figure più discusse e intriganti del Rinascimento, aveva scelto Cesena come capitale del suo Ducato di Romagna. Il 24 giugno del 1503 per la festa di San Giovanni fece costruire in Piazza Maggiore (oggi Piazza del Popolo) un grande steccato con una larga apertura perché vi entrassero carri allegorici, con un ampio spazio per sfilare.

Intorno alla Piazza palchi decorati di drappi, di festoni, di insegne allusive, di soffici cuscini, per la nobiltà e per le bellissime gentildonne. In mezzo ai palchi si trovava un’alta poltrona dorata e dipinta coi simboli del presidente del supremo Tribunale Messer Antonio da Montepulciano. Altre otto poltrone, meravigliosamente decorate, si trovavano a destra e a sinistra di quella maggiore.

I bellissimi carri, con mascherate mitologiche sacre e profane, sì alternarono per parecchie ore sulle strade che conducevano alla piazza passando sotto i seggi dei Giudici e sotto i palchi degli invitati. Uno dei più belli raffigurava la vita di S. Francesco, un altro il rapimento di Europa per opera di un toro, un altro il trionfo di Cesare e di Cleopatra : curiosa mescolanza che bene si spiega con l’indole di quei tempi.

I carri fecero evoluzioni sapienti, tra gli applausi della folla; quindi si arrestarono uno accanto all’altro. Si fece intorno un grande silenzio. Ad un tratto da ciascuno di essi i cori dei bambini e delle bambine cesenati alzarono un canto soavissimo: le strofe celebravano le virtù del serafico poverello d’Assisi, illustravano le glorie della civiltà europea e commemoravano la virtù guerriere di Cesare, avvincente al suo carro la bellezza, simboleggiata in Cleopatra.  

Un nuovo Cesare rinnovava così le prodezze e la saggezza dell’antico ; a lui cedevano i forti, a lui rendevano omaggio le belle. Forza e bellezza si univano per richiamare la Romagna e Cesena ai più alti destini.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.