Palazzi di Cesena

Buon giorno care amiche e cari amici! Ancora resistiamo! Dopo essere entrati, ieri, nella buia stanza da incubo della contessa Cornelia, oggi facciamo insieme una passeggiata (per ora solo virtuale) lungo le vie e dentro alcuni bei palazzi della nostra città:

Passeggiando per le strade del centro storico, rasentando le austere facciate dei grandi palazzi, non è facile rendersi conto dell’importante patrimonio di bellezza artistica in essi contenuto.

La gran parte di questi palazzi è, infatti, privata o destinata a funzioni che rendono complicata la visita, possibile solo in particolari circostanze.

E’ così per quelli che si dispongono ai lati di via Chiaramonti a formare due ali di grande interesse architettonico: Palazzo Guerrini Bratti, che ha all’interno una scenografica scala a spirale, Palazzo Sirotti Gaudenzi, con gli affreschi del pittore neoclassico Felice Giani, Palazzo Ragazzini, decorato da Leandro Marconi (architetto ed autore della decorazione interna della chiesa dell’Osservanza), Palazzo Chiaramonti, affrescato da Giuseppe Milani, autore anche degli affreschi della cupola della Madonna del Monte.

 

 

In un’altra zona del centro, Palazzo Urbinati è ora sede dell’Università mentre in viale Mazzoni un antico palazzo con un bel portale rinascimentale, ornato da fantastici animali marini, fu probabilmente la sede dell’Università cesenate nei secoli passati.

E’ privato Palazzo Locatelli, all’esterno possente torre medievale mentre le sale interne sono abbellite da graziose pitture settecentesche (in foto Gloria di Cesena).

Troviamo affreschi del Milani anche in alcuni ambienti dell’ampio complesso di Palazzo Guidi , che ospitò Napoleone e Garibaldi mentre ora è sede del conservatorio “Bruno Maderna” e sarebbe meritevole di un ampio intervento di manutenzione.

Diviso in appartamenti privati è anche Palazzo Braschi , in corso Garibaldi 15, dove nacque il futuro Pio VI, che conserva una cappella di stile tardo barocco.

Fortunatamente almeno uno dei principali palazzi di Cesena, pur privato (appartiene alla Curia Vescovile), è visitabile ed è stato recentemente restaurato.

Si tratta di Palazzo Ghini che domina corso Sozzi con la massiccia facciata mentre la parte posteriore, dove è un ampio cortile interno, è abbellita da un elegante loggiato che contiene alcune statue dello scultore Francesco Calligari (autore della statua di Pio VI nella grande nicchia di palazzo del Ridotto).

 

Autore del progetto è l’architetto cesenate Pietro Maria Angeloni (1627 – 1743) che ricevette l’incarico nel 1680.

Angeloni è anche l’architetto che progettò le chiese del Suffragio e di Madonna delle Rose.

Pochi anni fa è stato completato il restauro degli stucchi barocchi e delle pitture del grande salone d’onore ed ora possiamo ammirare una serie di tele che rappresentano soggetti mitologici (in foto: Ercole che uccide l’Idra aiutato dal piccolo Iolao) e allegorici (in foto:L’Aria) e una grandiosa scena ricca di personaggi, statue, architetture che ha per tema un Prodigio di Servio Tullio nella culla (vedi foto).

L’insieme delle pitture, eseguite intorno al 1720, costituisce un complesso tardo barocco di notevole interesse.

Numerose sono le scene notturne dove dominano giochi di luce e ombra e dove spesso è raffigurata Diana, anche con valore di celebrazione della famiglia Ghini nel cui stemma è presente la luna.

Avviene così nella tela con Diana che visita Endimione (vedi foto): alla luce di una falce di luna, la Dea contempla, perdutamente innamorata, il volto del bellissimo pastore che sta dormendo mentre un sinuoso levriero osserva la scena.

Un magnifico salone che merita di essere visitato appena possibile … speriamo presto.

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