La coraggiosa impresa del soldato semplice Ernest Alvia Smith

Buona domenica care amiche e amici di questa Rubrica su Cesena! Oggi Vi propongo un altro post legato alla Liberazione di Cesena, il 20 ottobre 1944:

 

In quella sorta di sacrario delle glorie cesenati e nazionali che è il grande Loggiato del Palazzo Comunale, tra le lapidi che ci ricordano personaggi eroici che hanno dedicato la vita per ideali di libertà e giustizia, da Leonida Montanari a Pio Battistini, da Mazzini a Garibaldi, da Andrea Costa a Gastone Sozzi ed ai tanti partigiani morti nella guerra contro il nazi-fascismo, troviamo una targa singolare, non di marmo bianco ma di metallo colorato e l’unica dedicata ad uno straniero.

Credo che attiri l’attenzione di pochi, anche perchè collocata nell’angolo più appartato del Loggiato, eppure riguarda uno dei più singolari eventi di battaglia avvenuti nei giorni della Liberazione di Cesena. E’ dedicata al soldato semplice canadese Ernest Alvia Smith che ci guarda spavaldo da una piccola foto.

 

Leggiamo che è stata collocata nel 2004 a cura del Corpo Veterani del Canada.

Il contesto in cui l’azione si svolse fu lo scontro lungo le sponde del Savio tra gli alleati che avevano liberato Cesena, il 20 ottobre 1944 ed i tedeschi che avevano appena lasciato la città dopo aver distrutto parte del Ponte Vecchio, come vediamo nella foto e in un dipinto di Fortunato Teodorani.

Si erano poi attestati sulla sponda sinistra, con l’intenzione di arrestare l’avanzata dell’esercito alleato.

L’episodio viene così sintetizzato nell’iscrizione sulla targa, scritta in tre lingue: italiano, inglese e francese:

“Il soldato Ernest “Smoky” Smith dei Seaforth Highlanders of Canada guidò il suo gruppo di due uomini nella traversata del fiume Savio durante la notte tra il 21 ed il 22 ottobre. Piogge torrenziali fecero gonfiare le acque fino a raggiungere due metri nel giro di cinque ore, rendendo impossibile il passaggio di carri armati e armi anticarro degli Alleati. Nonostante in numero ben inferiore, il soldato Smith difese i suoi uomini dai carri armati, dai cannoni semoventi e dalla fanteria, fino a quando il nemico, in disordine, battè in ritirata.

Al soldato Smith, per il suo coraggio straordinario ed abnegazione estrema in presenza del nemico presso il fiume Savio, è stata conferita la prestigiosa “Croce di Vittoria”. Stranamente nella targa non viene nominata la città di Cesena ma soltanto il fiume Savio.

La Victoria Cross, la più importante decorazione del Commonwealth, venne consegnata al soldato Smith dallo stesso re d’Inghiltarra Giorgio VI, in una cerimonia a Buckingham Palace nel dicembre 1944. Ma chi era questo personaggio che da semplice soldato divenne, dopo il coraggio dimostrato a Cesena, un vero e proprio eroe nazionale del Canada?

Ernest Smith era nato a New Westminster, nella Columbia Britannica, il 3 maggio 1914.

Fin da ragazzo si era distinto nell’attività sportiva, in particolare nel basket, nel lacrosse (un tipico gioco di squadra canadese) e nella corsa.

Si era arruolato nel 1940 nell’esercito canadese ed aveva partecipato alla guerra in Italia, a partire dallo sbarco in Sicilia nel 1943.

Sembra che non fosse un soldato esemplare per disciplina: nove volte era stato promosso caporale e nove volte destituito a causa della sua difficoltà a rispettare le regole, forse anche per un’eccessiva sfrontatezza e una certa propensione per la birra ed il whisky. Non mancava, invece, di coraggio e sprezzo del pericolo tant’è che per due volte era stato ferito in battaglia prima dell’azione che l’avrebbe reso celebre.

A Cesena, lungo le sponde del Savio, nelle vicinanze di San Giorgio, si comportò da eroe, stabilendo con la sua piccola squadra una testa di ponte sulla riva occupata dai tedeschi, avanzando nonostante il martellante fuoco nemico, mettendo fuori combattimento un carro armato, sgominando una squadra di dieci soldati che avanzavano al riparo del carro, uccidendone quattro a colpi di pistola, infine mantenendo la posizione di fronte al fuoco di un altro carro armato che riuscì a danneggiare costringendolo al ritiro e, al tempo stesso, proteggendo un compagno ferito.

Quest’azione gli valse, unico soldato semplice nella seconda guerra mondiale, la Victoria Cross ed altre decorazioni: l’Ordine del Canada e varie medaglie d’oro e d’argento.

 

Alla sua morte, avvenuta a Vancouver il 3 agosto 2005, il corpo venne esposto nell’atrio della Camera dei Comuni prima di solenni funerali militari terminati con la cremazione e dispersione delle ceneri in mare.

Ernest Alvia Smith nel 2002

Le sue divise e cimeli sono conservati in vari musei e a lui è dedicato come memoriale un parco ad Ottawa.

Per questo, forse, sarà il caso di dare maggiore considerazione a quella targa sotto il Loggiato del nostro Comune.

Un’ultima annotazione: a Ernest Smith andò bene, sopravvisse e potè tornare in patria con la fama di eroe.

Non fu così per molti altri.

Possiamo rendercene conto visitando, nel quartiere di Sant’Egidio, il luogo che raccoglie le spoglie dei militari del Commonwealth morti sulla nostra terra, il CESENA WAR CEMETERY di cui abbiamo parlato domenica scorsa.

Proposta: ad Ernest Alvia Smith potrebbe essere intitolato il vialetto che dal parcheggio di via Altiero Spinelli porta al Cimitero dove sono conservati i resti di tanti soldati che, come lui, vennero da continenti lontani a combattere per la nostra libertà, informandone il Consolato Canadese e il Commonwealth che, ritengo, ne sarebbero lieti.

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