La Fontana Masini

Buon giorno amiche e amici e buona settimana! Ancora resistiamo! Oggi osserviamo insieme, virtualmente, la nostra bella Fontana Masini e Piazza del Popolo, sperando di farlo presto nella realtà!

Una Fontana ricca di ornamenti e figure che culminano in una grande pigna, intorno a cui sembra ruotare la piazza e tutta la città.

Una Fontana tanto bella e apprezzata che (secondo una leggenda riportata da Wikipedia) al suo ideatore sarebbero state mozzate le mani per impedirgli di progettarne un’altra simile.

Questo sarebbe capitato a Francesco Masini, artista cesenate (1530-1603) che, nel 1588, elaborò il progetto della Fontana in pietra d’Istria che orna l’attuale Piazza del Popolo (già piazza Vittorio Emanuele), la più ampia piazza di Cesena e la più scenografica, con ai lati edifici importanti tra cui il Palazzo del Comune, il torrione cosiddetto “del Nuti” e, dalla parte opposta, l’albergo Leon d’Oro (ex della Posta), casa Saralvo (famiglia ebrea morta ad Auschwitz), la casa studio dello scultore Leonardo Lucchi, la Chiesa dei Santi Anna e Gioacchino.

Una fantasiosa leggenda certamente nata per esaltare la bellezza della Fontana e l’amore dei Cesenati per il monumento che, ancor oggi, è uno dei più importanti e famosi della città.

Francesco Masini apparteneva ad una delle principali famiglie nobili della città e fu cugino di Nicolò Masini, apprezzato medico, uomo politico e storico cittadino.

Francesco fu una notevole figura di architetto, disegnatore e pittore.

E’ singolare il fatto che abbia operato nei tre simboli della città: il Ponte, il Monte e il Fonte.

Certo il Ponte a cui sovrintese non è l’attuale Ponte Vecchio, costruito quasi due secoli dopo e sono andati perduti gli affreschi sulla cupola della Basilica del Monte, distrutta dal terremoto del 1768 e ricostruita dall’architetto Pietro Carlo Borboni.

Al posto degli affreschi del Masini oggi possiamo vedere l’Assunzione al cielo di Maria realizzata dal 1773 al 1774 da Giuseppe Milani.

Sono anche perduti gli affreschi eseguiti nella scomparsa Chiesa di San Severo (piazza Isei).

Della produzione pittorica del Masini restano squarci della decorazione interna del Palazzo Comunale ed il ritratto di Domenico Malatesta Novello, eseguito su incarico del cugino Nicolò e conservato in Biblioteca Malatestiana.

Giorgio Vasari ricorda Francesco per i suoi studi su Raffaello, per i “quadri molto lodati” e “lo straordinario istinto di natura”. 

In qualità di architetto, oltre che al ponte sul Savio, sovrintese al porto e alla torre di Cesenatico.

Il suo capolavoro, fortunatamente rimasto intatto fino a noi, è certamente la Fontana che da lui prende il nome e che presenta un pregevole impianto architettonico e un bell’apparato decorativo di stampo manierista.

La Fontana venne scolpita da Domenico da Montevecchio e cominciò a funzionare nel 1591, all’interno di un progetto di ampliamento dell’acquedotto cesenate voluto dal papa Sisto V.

Tre gradini la innalzano sul livello della piazza.

La vasca esterna è ornata da bassorilievi con grandi maschere, figure marine, cartigli e marmi policromi e circonda una complessa architettura costituita da timpani, lesene, erme e mascheroni, esseri marini mezzo uomini e mezzo pesci e stemmi del papa Sisto V e dei governatori della città. 

Il tutto sormontato da catini concentrici e dalla grande pigna, simbolo di prosperità.

La Fontana di Cesena può gareggiare in bellezza con quella, quasi contemporanea, del Nettuno di Bologna o con l’altra, di poco successiva, collocata nella piazza principale di Faenza.

Fino al 1925 la Fontana era circondata da una solida cancellata che aveva ai lati delle fontanelle di cui una è stata collocata nel Nuovo Giardino Pubblico.

La rimozione della cancellata ha reso più agevole la visione ravvicinata ma ha aumentato il rischio di vandalismi e torna periodicamente la discussione su come meglio tutelare uno dei principali patrimoni storico – artistici della città.

Nel 2010 è stata completamente restaurata e riportata all’originale bianchezza del marmo.

Possiamo vedere la Fontana con lo sfondo del Torrione del Nuti e del quarto lato della Piazza in un disegno tracciato dal grande pittore romantico William Turner, nel 1819, sul suo taccuino da viaggio, ora al Tate Britain Museum di Londra.

Probabilmente la stessa visione dal primo piano dell’Albergo Leon d’Oro aveva avuto, 70 anni prima, Giacomo Casanova nel suo soggiorno a Cesena ricco di magia e amore… ma questa, come si dice, è un’altra storia

 

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